A Monza, una corsa davvero “Originale”

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Il tour Originale ha fatto tappa in un luogo davvero particolare, in cui il concetto di “velocità” assume un significato che si trova in pochissimi altri posti al mondo: il circuito di Formula 1 di Monza.
Lo stesso suolo calcato poche settimane fa da gomme con mescole super tecniche, domenica 22 ottobre era calcato da migliaia di scarpe da running calzate da appassionate/i che hanno corso su 4 distanze:

  • 5 km circa-Un giro completo del circuito
  • 10 km-Circuito completo + anello di velocità
  • 21 km-Mezza maratona competitiva
  • 30 km-Competitiva

Sulle due distanze competitive più lunghe (21K e 30K) il nostro gruppo di Pacers guidato da Roberto ha fornito il servizio di tenere il tempo, accompagnamento e assistenza.

In una bella mattina autunnale con buona temperatura e soleggiata al punto giusto, i runner hanno passato in sequenza la Variante del Rettifilo, la Variante della Roggia, la Prima e Seconda Curva di Lesmo, la Variante Ascari e l’imbocco della Parabolica.
I percorsi più lunghi si sono quindi snodati per buona parte nello splendido Parco di Monza in mezzo a curiosi, famiglie con bambini e passeggiatori occasionali.
Il finale comprendeva un passaggio su una delle due curve sopraelevate (*) che ha dato ai non Monzesi (**) l’idea di quanto fosse inclinata quella pista, chiusa nel 1961 dopo la tragedia che vide la morte del pilota della Ferrari Wolfgang Von Trips.

(*) Da non confondere con la “Parabolica”; quest’ultima è la curva prima del rettilineo d’arrivo e tuttora in uso; i runner ne hanno percorsa meno della metà. E’ famosa a causa del fatto che è una curva con raggio variabile; questo fa sì che ai piloti siano richieste continue variazioni nella traiettoria.

(**) I Monzesi sanno benissimo quanto è inclinata la sopraelevata, dato che per i ragazzi uno dei giochi preferiti è risalire la curva di corsa nel suo tratto più ripido per raggiungere il guarda-rail soprastante, ed anche provare a percorrere la sopraelevata in bicicletta per scoprire che il pedale esterno tocca il cemento a causa dell’inclinazione.

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